Enoteca Sicilia
Museo del Vino e della Civiltà Contadina
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Palazzo Principe Palagonia.
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Nelle rappresentazioni a stampa di Palermo del secolo XVI l'area del palazzo Palagonia è rappresentata come uno slargo privo di corpi di fabbrica, ma è documentato che già a quel tempo esistevano modeste costruzioni che nei secoli successivi furono inglobate negli impianti tipologici cinquecentesco ed ottocentesco a formare l'insieme edilizio attuale. Alcuni apparati murari dell'attuale edificio, orientati in maniera anomala rispetto alla trama planimetrica cinquecentesca, risultano invece coerenti con la geometria dello Steri dei Chiaramonte, palazzo di grande significato urbanistico per la Palermo del Trecento.
I più antichi documenti archivistici rinvenuti riferiscono di un certo Gianguercio proprietario di case e terreni che, tra il 1591 ed il 1597, vendette a Giovan Filippo Testai (da cui l'antica denominazione della vanella delle Teste oggi Vicolo Palagonia all'Alloro) le sue proprietà ricadenti nell'attuale perimetro del palazzo Palagonia. La proprietà venne trasferita poi a Don Nicolò Diana, barone di Cefalà, il quale, avendo già nel 1641 acquistato da Don Rocco Potenzano una "casa solerata e terrena", nel 1643 comprò il limitrofo "tenimento di casi grandi con suo baglio coperto, scoperto, acqua corrente et altri e due case contigue e collaterali con detto tenimento di case una delle quali have la sua carrettaria da Filippo Testai".
I Diana conservarono per circa un secolo la proprietà, mantenendo distinti i due corpi di fabbrica, che di fatto costituivano due palazzi. Il primo, quello prospiciente la via Alloro, fu occupato dagli stessi Diana, mentre diedero in affitto, alla principessa di Castelferrato, il palazzo più nobile, prospiciente l'attuale via Quattro Aprile, ad angolo con vicolo Greco. Il 25 febbraio 1741 Don Ignazio Sebastiano Gravina, principe di Palagonia, e Don Francesco Ferdinando Gravina comprarono da Giuseppe Nicolò Diana, duca di Cefalà, le due "case grandi assieme e contigue e collaterali, cioè una casa grande con gran magnificenza di fabbriche, altra parimenti grande non però della medesima altezza della prima". Per queste due case l'architetto Nicolò Palma redasse, per il principe di Palagonia, una dettagliata relazione di stima propedeutica all'acquisto.



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